sabato 29 giugno 2013

GIAPPONE E LUOGHI COMUNI: “NON È TUTTO ORO QUELLO CHE LUCCICA” – I PARTE

Negli ultimi giorni, non appena il tempo me lo permetteva, mi sono divertita a cercare informazioni sul Giappone,  al fine di scoprire qualcosa di nuovo, di arricchire le mie conoscenze in merito… perchè non si finisce mai d’imparare su un paese così lontano in chilometri e in mentalità. Ho visto tanti bei video e letto anche articoli di persone che hanno a che fare col Giappone tutti i giorni e che espongono critiche interessanti.
Molti degli argomenti più gettonati si riassumono nelle seguenti frasi: “Vedere il Giappone da turisti è diverso dal viverlo”; “Non è tutto oro quello che luccica”, proverbio che ho usato come titolo di questo post; “Il Giappone ha un sacco di problemi”.

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Sono tutte frasi esatte… Il Giappone non è il sogno esotico perfetto e ha un sacco di problemi, è un paese come gli altri e idealizzarlo è sbagliato, (poi lo si puo’ amare a prescindere, difetti compresi), ma quel che mi chiedo è perché la gente non dovrebbe già saperlo. Perché questo senso di allerta, questo tono di avvertimento, di segnalazione? Perché in pochi studiano e s’informano, è vero, ma soprattutto perché, ammettiamolo, stiamo talmente male in Italia, da voler sognare un po’ su paesaggi lontani, tanto da vederne solo i lati positivi! A prescindere, questo senso di allerta di chi critica tanto, pur non essendo sbagliato, suona più come un bisogno di parlare controcorrente per farsi notare… Cosa vogliam dire? Che il Giappone è alla fin fine un paese come gli altri e che è solo meno peggio di paesi come l’Italia? Francamente, per come sta di merda l’Italia al momento (e l’Europa appresso), il meno peggio è già oro colato a cui aspirare!
In questi giorni, fra vari post e video, ho così trovato esagerate sia le parole di chi esalta troppo il Giappone sia quelle di chi li critica: entrambe le parti erano mosse da pregiudizio… Perché chi esalta troppo sta in Italia e aspira a un modello migliore, chi critica sta magari in Giappone per studio o lavoro e sente la mancanza del paese nostrano (la cui percezione, dopo tempo, si basa più sui bei ricordi che sulla realtà). Questi estremi pensieri mi hanno dato l’idea di scrivere questo post, uno studio generale sui pregi e difetti del paese del Sol Levante, in contrapposizione però al resto del mondo, dato che non esistono civiltà perfette e ideali sulla terra su cui fare il paragone!
Andiamo allora a vedere in modo più obiettivo possibile come si presenta il Giappone agli occhi del mondo (partendo dai luoghi comuni), quali sono i principali problemi, e che percezione ne abbiamo noi, secondo punti di vista diversi.

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1 – In Giappone lavorano come pazzi
Il luogo comune per eccellenza sul Giappone: tutti pensiamo che i giapponesi si ammazzino di lavoro tutto l’anno, ma c’è chi dice “no”.

Nel 2007, come avrete letto nel resoconto del viaggio, abitavo con Harry in un appartamento in zona Akihabara, vicino c’erano degli uffici e ho visto con i miei occhi impiegati lavorare fino a tardi, come li ho visti recarsi in massa al lavoro la mattina, come l’ho visto per mezzo dei servizi perfettamente funzionanti… se le cose funzionano, è perche dietro ci lavorano persone con senso del dovere e responsabilità.
C’è chi dice che non è vero che lavorano tanto e che la spiegazione del fare tardi tutte le sere sta nella lentezza dei giapponesi, che non sono mai in grado di finire il lavoro in tempo. Ok… ma se il senso di responsabilità li porta comunque a restare sul posto pur di concludere, non è sbagliato dire che siano dei gran lavoratori! In Italia ci sono impiegati pubblici che non svolgono manco 1/10 delle loro mansioni e poi se ne tornano allegramente a casa!
Quindi confermerei che lavorano tanto, anche per colpa loro e per troppo senso del dovere, certamente, ma comunque lavorano.

2 – I giapponesi sono gentili e rispettosi.
È la prima cosa che notano tutti i turisti, ma c’è chi dice che la gentilezza è SOLO per i turisti.

La lingua giapponese fonda alcune regole importanti proprio sulla gentilezza e sul rispetto per il prossimo, il tutto in modo gerarchico. Quindi già solo il parlare trasmette tanta gentilezza e rispetto. È innegabile.
Un turista è già di per sé rispettato perché smuove l’economia, (ed è giusto che sia così), allora quando chiedono informazioni, molti giapponesi si strappano i capelli pur di riuscire ad aiutarli! Ho visto giapponesi portarmi la valigia su per le scale perché non ce la facevo, altri hanno lasciato perdere tutti loro impegni, pur di accompagnare me e a Harry a destinazione, persino alla ricerca di un fouton! Non possono essere casi isolati; la gentilezza nei confronti dei turisti c’è e si vede.
Ho letto però testimonianze di persone che, passando dall’essere turisti a stranieri in senso lato, stranieri che si stabiliscono, hanno notato un cambiamento nell’atteggiamento dei giapponesi… Qui conoscere l’indole giapponese e un po’ di storia del Giappone aiuta a capire perché si verifica questo.
Dovete sapere che i giapponesi si vantavano fino a poco tempo fa di essere una razza pura, una razza non contaminata (erroneamente, dato che la loro stessa origine pone dei dubbi) fino all’apertura forzata, che gli venne imposta dagli americani. Il Giappone voleva restarsene chiuso per i fatti suoi, ha sempre in passato guardato ai rapporti col resto del mondo al limite della convenienza, limitandosi a imparare il bello altrui per elaborarlo a suo modo, però poi chi s’è visto, s’è visto e ognuno a casa sua.
Si tratta di una forma di razzismo? Può essere. Li vogliamo condannare perché preferiscono pensare alla loro “razza”, prima degli altri? Li vogliamo condannare perché preferiscono dare prima lavoro a chi è giapponese di nascita? Guardando poi ancora al passato… Il Giappone è stato costretto ad aprire le porte all’occidente, gli abitanti erano da un lato eccitati di vedersi arrivare all’improvviso tante novità che non avevano mai visto, ma dall’altro spaventati di perdere l’identità, la genuinità dell’essere giapponesi. La letteratura del periodo non fa che analizzare questo momento di confusione, perdita, insicurezza, paura… ed è forse anche per questo che il Giappone ha imparato a conservare il vecchio, accostandolo al nuovo. Sono davvero pochi i paesi che in questo mondo globalizzato cercano di difendere la patria… Non è propriamente razzismo, sono punti di vista differenti e io li rispetto per la scelta, soprattutto per il fatto che vedo ogni giorno un’Italia e una Roma perdute della loro identità a causa anche delle mille culture che vi entrano e con assurda pretesa pretendono di fare come se fossero a casa loro.

Concludendo, i giapponesi sono gentili finché non ci stabiliamo a casa loro, pretendendo di diventare come loro. Razzisti? Puo’ essere. Pero diciamocelo… Nel mondo attuale si grida al razzismo in qualunque momento, anche quando è motivato dal bisogno di salvaguardare la propria cultura e il proprio paese da contaminazioni inutili.
3 – In Giappone non esiste microcriminalità
Stupisce sempre tutti! I giapponesi sono obesti e non ruberanno mai! Ma c’è chi dice che non è così…

Altro luogo comune, in Giappone nessuno ruba, quindi puoi andare in giro con borsa aperta, portafoglio e cellulare in bella vista. Ora… È ovvio che qualche furto in ‘sto paese deve essere avvenuto, altrimenti i manga di Detective Conan sarebbero stati impossibili da partorire per un giapponese, pur avendo sotto mano l’esempio di Lupin e Sherlock! I ladri ci sono pure in Giappone, utopico è pensare che non esistano e non siano mai esistiti. È il paragone con gli altri paesi che ovviamente conta.
La scorsa settimana leggevo un post interessante che sfatava il mito dell’assenza di furti in Giappone… L’autore aveva subito molti furti e raccontava di altrettante persone che si erano viste sparire la moto tipo 3 o 4 volte! Il paragone con l’Italia diventava nullo, erano quasi la stessa percentuale di furti. Questa cosa mi ha un po’ stupito perché nel mio unico viaggio a Tokyo ho visto davvero giapponesi andare in giro in tutta tranquillità con le borse aperte, pressati nelle metro, come una volta assieme ad Harry vedemmo un portafoglio a terra, con la gente che gli passava vicino e lo ignorava, che non provava nemmeno a guardare se dentro ci fossero dei soldi da mettersi in tasca. Quante probabilità ci sono di vedere scene simili in Italia? Com’è possibile che la percentuale di furti in Italia e in Giappone sia la stessa, quando per 30 anni qui a Roma non ho mai visto nessuno fare l’onesto, e in un mese a Tokyo ho assistito a più episodi di onestà?
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Per oggi (stanotte in realtà) mi fermo qui, farò una seconda parte appena analizzerò altri punti interessabti ;) Intanto cosa ne pensate di questi 3 punti che ho citato/analizzato e in generale delle critiche e degli elogi che girano per il web? Sfogatevi pure nei commenti, se ne avete voglia! Jaa ne! :*

sabato 22 giugno 2013

Amare il Giappone

Molte persone appassionate di Giappone, di questi tempi, fanno le snob nei confronti di quelli che si sono innamorati di questo paese grazie agli Anime e ai Manga, si pongono su un altarino di superiorità, che, parliamoci chiaro, non fa che renderle più ridicole di quanto già appaiono.
I Manga e gli Anime sono parte integrante del mondo giapponese, sono espressione di usi e costumi, ritraggono epoche perché venivano prodotti anni fa e continuano a nascerne di altri tutt’ora. In molti ribattono che rispecchiano soltanto i desideri dei giapponesi, che di realtà attuale non possiedono nulla…ecc… ma perché attraverso quel che i giapponesi desiderano, non si può capire maggiormente la realtà di un mondo a noi lontano? Pensate che il solo studio di letteratura/arte/storia vi ponga nella condizione di poter dire “Ho capito il Giappone”? Poveri voi!
Anime e Manga sono un tassello fondamentale, come è importante vedere il Giappone sia da studenti/lavoratori sia da turisti, come è importante vedere le grandi città, ma anche le zone rurali, come è importante ammettere che con buona probabilità non ci basterà una vita per dire di aver capito davvero il Giappone.
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Con questa premessa, voglio parlarvi del mio approccio al mondo giapponese, che è avvenuto proprio grazie agli Anime e ai Manga.
Ufficialmente era il lontano (ormai lontano T-T) 1996, sempre appassionata degli Anime che trasmettevano alla TV, “Sailor Moon” e “Il mistero della pietra azzurra” in primis, comprai il mio primo manga: Ranma 1/2. Ero al secondo anno della scuola media ed ero felice di avere delle amiche con cui condividere questa passione nascente. Avendo poi sempre amato il disegno, mi cimentai nella creazione di fumetti a più mani (assieme a una o più amiche ^^), pratica che ho continuato fino all’ultimo anno del liceo… Almeno un fumetto all’anno, sono incapace di stare senza creare una nuova storia per più di una settimana. Da Ranma, ho letto veramente tantissimi manga e ho speso soldi solo per loro (i classici interessi da ragazze normali non sono mai stati per me), ho una libreria con opere ad oggi anche difficili da trovare, li considero i miei tesori. Ovviamente nel frattempo ho visto altrettanti Anime, tanti da restare sveglia notti intere pur di non smettere.
Quando conclusi il liceo, decisi di guardare con più serietà a questa passione e m’iscrissi all’università di “Lingue e Civiltà orientali”, una laurea (come del resto tutte ormai), con cui in Italia si fa poco e niente, ma ricca di esami su argomenti meravigliosi, esami che ricordo oggi con nostalgia ed enorme soddisfazione… L’arte, la cultura, le leggende, la storia (per quanto mi piaccia meno di altre materie), la letteratura…Con la lingua giapponese ho faticato, ma me ne sono innamorata, e per quanto ora lavori in un campo che col Giappone non c’entra nulla, per quanto sia passato tempo dalla laurea, di tanto in tanto cerco di rispolverarla, per non dimenticarla, per non accantonarla.
Nel 2007 ho fatto il mio primo viaggio e, per ancora un mesetto, unico viaggio a Tokyo assieme al mio amico Harry, che conobbi proprio durante la prima lezione di giapponese all’università. Ci siamo ritrovati catapultati in questa metropoli che letteralmente ho adorato, ricordo che appena rimesso piede in Italia, volevamo ritornare subito sull’aereo per scappare di nuovo in Giappone.
Perché amo il Giappone? Perché è composto da cose che amo e che ho sempre cercato invano qui in Italia… Ci sono ovviamente anche i lati negativi, non voglio fare sembrare tutto oro quello che luccica, ma è un paese che racchiude in sé alcuni elementi che per me dovrebbero essere fondamentali in una società civile che si rispetti: la capacità di promuoversi agli occhi del mondo, il patriottismo; l’amore per l’estetica e la bellezza, ma allo stesso tempo per il progresso e le comodità, che si traducono in espressioni artistiche ai miei occhi quasi perfette; le mille contraddizioni, forse perché ho un animo contraddittorio; il rispetto per il prossimo e la gentilezza, che si esprime persino con forme di lingua apposite; la natura, così diversa durante le quattro stagioni e così varia in tutto il territorio, e il rispetto per la natura, pur essendo il Giappone il paese più tecnologico del mondo… L’elenco è molto più lungo, ma evito di dilungarmi troppo in merito ^^
Tornerò in Giappone quest’estate, per l’esattezza tra un mese >.< Sono emozionatissima, anche perché andrò assieme al mio ragazzo, che prima di conoscermi non si avvicinava nemmeno con lo sguardo a un Sushi, e che ora mi segue in quest mia passione =) …e mi supporta… e mi supporta… Perché è passato molto tempo dal 2007 (solo 6 anni che per me sono troppi) e ho bisogno di Giappone, ho bisogno di cibarmi delle loro prelibatezze, ho bisogno di sentire i versi delle cicale, ho bisogno di sentire di nuovo quegli odori tutti giappo, (ho una fissazione per gli odori di ogni mia vacanza è la prima cosa che ricordo), ho bisogno di guardarmi intorno per quei posti che tanto amo e di cui tanto sento la mancanza.
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venerdì 21 giugno 2013

26/08/2007 – NAKANO MATSURI

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25/08/2007 – HARAJUKU “SUPER YOSAKOI 2007″

Ieri poi, morti ancora dalla fame, siam corsi a comprarci qualcosina al daily (un sushino e qualche tramezzino^^).  Ci dirigiamo subito all’Internet Point e pranziamo con la solita soba che adoriamo, del riso e un po’ di Tenpura. JR fino ad Harajuku, dove vediamo tanti Cosplayers e ci imbattiamo in una gara/manifestazione, che abbiamo scoperto chiamarsi “Super Yosakoi del 2007″ e di cui ho realizzato un bel video =) Stupendo! Giriamo tanto per il quartiere, che è stupendo!
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Verso sera ci incontriamo di nuovo con Makoto e vediamo una festa tradizionale, con tanto di tamburi, con tanta gente vestita in Kimono, gente che balla le danze tradizionali, roba buona da mangiare qua e là, il banchetto con la cattura dei pesciolini rossi… Purtroppo c’è talmente tanta gente, che è difficile anche solo camminare :( Sono comunque totalmente immersa in quest’atmosfera tutta tradizionale! Sono felicissima di assistervi! Harry sperava di ricevere un regalino da parte di Makoto, quest’ultimo gli dice soltanto che a dicembre gli piacerebbe visitare l’Italia e la risposta di Harry si può intuire…!
Durante la passeggiata alla festa, un Idol (ovviamente a noi del tutto sconosciuto) ci passa vicino di corsa, dietro delle ragazze impazzite urlano a squarciagola correndo nella nostra direzione O_O Il panico. Ci scansiamo ai lati per far passare la folla, una ragazza (molto Gal) nella foga urta un palo, ma per fortuna non si fa niente e cade pure a terra con eleganza. Io e Harry siamo sconvolti e divertiti allo stesso tempo! xD

giovedì 20 giugno 2013

24/08/2007 – TODAI – UENO

Ieri, verso l’una di notte, morti della fame per colpa di Makoto, abbiam tagliato la testa al toro: ci siam vestiti e siam corsi a mangiare una sobina calda. Dopo un sonno difficile (questo per colpa della sobina sullo stomaco), usciamo per andare a vedere lo Yushima Tenjin, un tempio dedicato agli studenti, dove compriamo una tavoletta su cui scriviamo la nostra preghiera per gli esame, l’università… Di tavolette ce ne sono appese a migliaia e ora anche la nostra figura fra queste ^^
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Vicino troviamo la Todai, la più importante università di Tokyo (quella in cui per entrare bisogna essere bravi quasi quanto Light Yagami), che decidiamo di visitare =) Guardiamo una partita di Rugby, è pieno di campi da gioco e piscine olimpioniche, palestre… C’è di tutto e ovviamente ogni cosa perfettamente organizzata. Usciamo dal campus sconsolati, pensando con tristezza a “La Sapienza”, pensando che in Italia vorremmo non tornarci mai.
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Ci spostiamo a Ueno, dove passeggiamo a lungo per il grande parco, poi di nuovo in direzione Akihabara e casina, dove ci prepariamo per andare di nuovo in discoteca ^^ Peccato che proprio quando stiamo per uscire, cominci a venire giù il diluvio! E abbiamo anche fame! ç_ç

mercoledì 12 giugno 2013

23/08/2007 SUIDOBASHI – IIDABASHI – KUDANSHITA

È nuvoloso: fa più fresco, si sta bene, mi sento di gran lunga più attiva ^^ Andiamo a vedere un altro giardino meraviglioso: il “Korakuen garden”. A vedere posti simili, vien voglia di piantare un paletto nel terreno e costruirsi casa!


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Vicino la stazione mangiamo della sobina con riso e carne, poi fermata allo starbucks. Girovaghiamo per quartieri diversi e arriviamo fino a Kudanshita, che con tutte le mega-librerie, sembra la strada della cultura! L’adoro!
Chiamiamo Makoto (Ve lo ricordate? ^^) perché abbiamo deciso di andare a mangiare insieme per cena. Harry ha comprato per lui (in una delle tante mega-librerie) un piccolo regalino: il libro Grotesque, sulla cui pagina finale ha inserito una sua speciale dedica in giapponese e lo stampo di un bacio di labello alla fragola! Makoto si mostra felice del regalo (anche se Harry sperava di vederlo lanciarsi da un ponte dalla gioia) e Harry un po’ spera di essere ricambiato con una cenetta (visto che la scorsa volta Makoto aveva proposto di offrire e visto che la cassa comune piange), Makoto però ci porta nel solito ristorante di Soba a cui siamo abituati e non gli rivolge alcuna proposta xD
La faccia di Harry è difficile da riportare su questo scritto.
Ci rilassiamo in un Segafredo Café (Makoto un caffé, io un Cappuccino, Harry una cioccolata bollente) chiacchierando del più e del meno. Harry allora si mette a parlare dei nostri meravigliosi occhi (che in Egitto – nostra pazza vacanza di due anni prima – s’illuminavano d’immenso) e Makoto per prenderlo in giro gli risponde che i suoi in particolare non hanno nulla di speciale perché sono neri, come tutti quelli della maggior parte dei giapponesi.
Ma è pazzo? Fede, noi abbiamo due zaffiri e due smeraldi al posto degli occhi e lui non lo vede???!!!
Durante il tragitto per tornare a casa, Harry non fa che aprire bene gli occhi al fine di mostrarli a tutti i giapponesi che ci passano accanto.
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22/08/2007 RIKUGIEN GARDEN – ASAKUSA

La guida di Harry consiglia un giardino da vedere assolutamente (Zettai ne! ^^): “Rikugien Garden“, e così eccoci catapultati nella tranquillità e nella bellezza di un giardino a dir poco meraviglioso ^^ La cui presenza, in mezzo a una metropoli come Tokyo, sembra impossibile.
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L’estate non è la stagione più indicata per visitare il Giappone: fa tanto caldo e si perdono i bellissimi colori delle altre stagioni. I Giardini però anche nella stagione estiva hanno il loro fascino: ci sono sfumature di verde che io penso d’esser riuscita a vedere solo in questo paese e che nessuna fotografia è in grado di ritrarre al massimo. Se avete la possibilità di scegliere di vedere il Giappone nel periodo che preferite (autunno e primavera i migliori) benissimo, ma se avete le ferie solo in estate e non potete fare altrimenti, non scoraggiatevi e non rinunciate: non c’è niente da perdere. Il Giappone ha 4 volti diversi e nessuno è da meno degli altri ;)
Per pranzo andiamo a mangiare ad Asakusa della buona Sobina con tenpura, poi un giretto alla Nakamisedori non ce lo toglie nessuno ^^ Io, al mio solito, sperpero i miei soldi in oggettini tradizionali (quelli che alle fiere in Italia non si trovano mai >.<), e anche Harry fa la sua parte. Cena nella zona di Akihabara con altra tenpura: viva il fritto giappo leggero! Serata con canzoni e chiacchierate varie ^^
Video della giornata ;)

21/08/2007 NIKKO

Levataccia: ore 7:30! Destinazione: Nikko! Dopo aver passato tutta la notte a dire cavolate (come di consueto), ci ritroviamo morti di sonno ad avventurarci per le strade e le metro di Tokyo, mentre i tanti dipendenti giapponesi, vestiti di tutto punto, attraversano Akihabara per dirigersi alla loro sede di lavoro. Controlliamo per bene il tragitto, gli orari, i biglietti… Harry dice di sentirsi a palla con gli occhi a palla! Compriamo un Bento e ce lo mangiamo sul treno… 2 orette di viaggio, durante le quali Harry tenta di riprendere un po’ di sonno, ma invano. Si muove continuamente sulla poltrona, tanto che comincio a pensare che l’anziano seduto  sulla nostra stessa fila voglia tirarci le patatine che sta sgranocchiando. (Harry: “In che senso?” Dopo la scorsa notte Harry non farà che dire a ogni occasione “In che senso?!”)
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Arrivati a destinazione, incontriamo delle bambine che ci chiedono di scambiare qualche parola in inglese, dato che lo stanno studiando. Sono carinissime e ci regalano un segnalibro fatto da loro in segno di amicizia ^^ Nikko è nel bel mezzo delle montagne, fa fresco e si sta bene. Le montagne hanno quella forma che ho sempre notato nelle opere di Toriyama, con le cime a palletta xD Ci prendiamo da bere e mangiamo un toast al formaggio con delle patatine. (Harry: “In che senso?!”) Partiamo dunque alla visita di Nikko, non c’è che dire: è un luogo stupendo ^^ Foto a Go-Go!
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Torniamo soddisfatti e felici, 2 ore in treno con un bellissimo tramonto sulle montagne a palletta, paesaggi meravigliosi. Una volta ad Akiba, sobina e Katsudon per cena ^^
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20/08/2007 ROPPONGI

Ci svegliamo con uno che canta “Vincerò” O_o Harry, ispirato, accende le casse dell’ipod e segue a ruota il tizio, mettendosi a cantare per la stanza. Oggi dobbiamo trovare una banca in cui cambiare gli euro, che Harry ha finito il bancomat. Per pranzo Ramen con la classica rotellina e Gyoza! ^^
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Ce ne andiamo in una libreria vicino casa, la Shosen, dove trovo tutti gli albi in formato piccolino di Hime-chan no Ribon! *-* E prendo pure 2 art-book diFullmetal Alchemist! xD Prendiamo la metro e scendiamo a una fermata a caso (ci piaceva il nome!), l’ispirazione però non vale granché, dato che una volta fuori non troviamo niente da vedere. Prendiamo un caffé all’Excelsior Café, per poi scoprire che qualche metro più il là avremmo trovato uno Starbucks (che preferiamo!). Una congiura! Delusi, riprendiamo la metro per andare a vedere la torre di Tokyo, copia del traliccio che si trova a Parigi, ma più alta e rossa. Visitiamo giardino e tempietto attorno, dove vengo assalita dalle zanzare >.< Dopo una bella passeggiata, andiamo a Roppongi e passeggiamo ancora molto ^^ Qualche foto qua e là e poi metro fino a casa, cena con sobina per risparmiare nel ristorantino in cui ormai ci conoscono.

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19/08/2007 KUDANSHITA – SHINJUKU

Sveglia tardi perché questa sera si torna in disco! Trovo Harry intento a rifarsi gli occhi con il manga de I Cavalieri dello Zodiaco che si è comprato il giorno prima a Shimbashi (tutta la serie ovviamente). Finisco di scrivere tutte le mie cartoline, poi latte, dolcino al té verde, doccetta e si esce! Direzione: Kudanshita! Harry mi mostra la scuola in cui ha studiato lo scorso anno, guardiamo i dintorni del palazzo imperiale e facciamo un po’ di foto, mangiamo dell’Udon e poi ci mettiamo a cercare un internet point (il nostro di fiducia era pieno di gente). Ovviamente non lo troviamo, in compenso becchiamo una marea di librerie, in una di queste Harry trova l’ultimo albo dei Cavalieri che gli mancava e io l’art-book di Bleach! xD Dopo svariate ore ceniamo con sobina e torniamo a casa a prepararci. Riusciamo per le 11:30 per andare in discoteca. Arrivati a Shinjuku, Harry decide di chiamare Makoto per chiedergli di raggiungerci, gli risponde che è tardi e che glie lo poteva chiedere prima. (e non ha torto). Ci mettiamo a cercare la discoteca, ma ci perdiamo come al nostro solito… Chiediamo a due tipi che ci accompagnano fino a destinazione (be’, almeno non eravamo lontani), peccato che la discoteca sia chiusa!!! A Harry prende un collasso. È mezzanotte e mezza e la metro sarà già chiusa! Corriamo alla Shinjuku Line e prendiamo al volo un treno a caso, per poi cambiare con un altro ultimo treno che ci porta fino a Kanda, lì dovremmo continuare a piedi, ma Harry adocchia un ultimissimo treno diretto proprio ad Akihabara! È nostro! Torniamo a casa divertiti e sconcertati insieme, felici di aver provato l’esperienza tutta giappo dell’ultimo treno preso al volo. (Harry ricorderà più e più volte la sua prontezza nell’adocchiare l’ultimo treno diretto ad Akihabara).
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Video della giornata ^^

18/08/2007 ENOSHIMA – SHIMBASHI – AKIHABARA

Sveglia alle 8:30! Ci telefonano per la colazione. Ci alziamo a malincuore perché abbiamo dormito meravigliosamente bene, arrotolati e immersi in quel comodo Fouton, ci vestiamo velocemente e scendiamo al ristorante per la colazione: un pesce grigliato, riso in bianco, zuppa di miso con vongole, insalata, cetriolini vari… Harry guarda prima fuori come per verificare che fossero veramente le 8:30, poi guarda me con una faccia come per intendere Stiamo scherzando?!. Si tratta ovviamente della classica colazione giapponese, niente latte coi biscotti! Harry non riesce a toccare nulla e dopo poco torna in stanza, io mi faccio un po’ di coraggio e comincio ad assaggiare qualcosina (anche perché ci hanno guardato dispiaciuti), per scoprire che una colazione così la trovo persino più piacevole di quella solita all’occidentale (sarà anche perché non amo molto fare colazione).
Tornata in stanza, Harry mi dice disperato che i Fouton sono già stati tolti e che quindi non ha potuto dormire un altro po’, come avrebbe voluto. Ci rilassiamo un po’ e poi lasciamo la stanza. Visitiamo la cittadina (per fortuna la pioggia è passata) e i tempietti, che raggiungiamo dopo una salita montagnosa. Si sta freschi però grazie alla pioggia passata, si sta bene e c’è quell’aria di mare che adoro.
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Ciao Enoshima! Tornati a Tokyo, internet point per far sapere a casa che siamo vivi, doccetta a casina con lavatrice ^^ Il tempo è cambiato anche a Tokyo! Non c’è più quella bolla d’afa e c’è un vento fresco.
Usciamo e ci dirigiamo a Meguro al fine di trovare una fikosa libreria, menzionata in una piccola guida shikkosa che Harry si è comprato qualche giorno fa. Giriamo per almeno un’ora per la zona e ovviamente non troviamo nulla! In compenso ci guardiamo attorno affascinati, mentre percorriamo stradine appartate immerse nel silezio, con casine tradizionali e tranquille.
Riprendiamo la metro e scendiamo a Shimbashi, giriamo senz auna meta precisa e poi ci fermiamo a mangiare la solita sobina che ci piace tanto ^^ con Katsudon annesso.
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Torniamo ad Akihabara, dove assistiamo alla performance di ragazzine vestite da cameriere che cantano e ballano, con Otaku impazziti che le fotografano e ballano con loro, cantando a squarciagola. Be’ ovviamente qui il video era doveroso!!!
Torniamo a casina ^^ Il sonno ci uccide, ma niente mi impedisce di cominciare a scrivere le mie cartoline .(La mia fissa quando sono in viaggio.)

17/08/2007 ENOSHIMA

Sveglia alle 7:30… È ancora notte fonda per noi! Passiamo almeno un’ora fra treni e cambi vari. Arriviamo finalmente a Fujisawa, dove prendiamo il treno perEnoshima. La cittadina è carinissima, solo che si schiatta dal caldo e bisogna camminare sotto il sole =) Troviamo l’albergo che abbiamo prenotato senza difficoltà, la stanza però non è ancora pronta per il check in, così ci buttiamo subito in piscina ^^ (peccato che l’acqua sia bollente ç_ç). Il mare è bello da vedere, ma l’acqua non è nulla di speciale, vista la vicinanza di una grande città, non ci si può aspettare altro.
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Mangiamo in un ristorante dell’ottima Soba accompagnata da una tazza diGohan (riso bianco, che io adoro!). Torniamo in albergo, dove è finalmente pronta la nostra stanza! ^^ È la numero 205 ed è in stile tradizionale *-* La cena ci verrà portata direttamente in camera! Abbiamo i Fouton, lo Yukana, una loggetta che si affaccia sul mare con tavolino e sedioline… e ovviamente aria condizionata, che con questo caldo non può mancare! Sul grande tavolo posto al centro della stanza (che la sera verrà spostato per far spazio ai Fouton) c’è il té con dei biscottini sgranocchini! ^^
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Sono da sola in stanza, Harry nel frattempo è in piscina a bruciacchiarsi per bene e con la pancia piena. Mi metto a fare foto e saltello un po’ qua e là emozionata, sentendomi molto in stile Kyoko di Cara dolce Kyoko. All’improvviso sento bussare alla porta: è una gentilissima addetta dell’albergo, che mi chiede di riempire un modulo con i nostri dati e si informa se tutto va bene, cercando di spiegare con qualche gesto tutto quello che l’hotel mette a disposizione per noi ^^ Resta tutto il tempo sul bordo della stanza, in ginocchio, il più delle volte prostrandosi in inchini; io faccio lo stesso restando in ginocchio di fronte a lei (con fatica perché restare in ginocchio per molto tempo per noi occidentali non è facile) e ringraziandola di continuo. Mi chiede l’orario per la colazione e io le rispondo quello più tardo… le 8:30 O_O Già so che a Harry verrà un colpo. La colazione la consumeremo al ristorante, dove ci sono delle vetrate che si affacciano sul mare. La signora mi spiega che nell’hotel c’è l’ofuro, le terme pubbliche, me lo descrive come un grande bagno in cui posso immergermi ^^ Poi mi chiede qualcosa a proposito dello Yukata che non riesco a capire, allora si alza, lo prende dall’armadio e me lo misura addosso, convenendo che la taglia mi andrà benissimo xD Infine mi mostra gli asciugamani a disposizione e il minibar. Se ne va così fra inchini vari; tempo di rimettermi a sedere, qualche secondo e rispunta con un altro foglio in mano da firmare. Ok che è passato poco tempo, ma rispunta senza bussare O_O Se fossi stata in bagno o, che so, nuda a fare le ruote sul tatami? Inquietanti improvvisate giappo xD
Harry torna in stanza, tempo di sciacquettarsi un po’ e si torna insieme in piscina, un bel bagnetto, mentre il sole tramonta all’orizzonte ^^ Tornati in camera, doccetta e Yukata e qualche foto doverosa ^^
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Siamo in attesa dell’arrivo della cena… E cosa ci arriva!!! *-* Sashimi, Tempura, spaghettini, strani pesci, gamberoni, riso… La signora (la stessa di prima) ce li serve prostrandosi in numerosi inchini (noi vorremmo aiutarla, ma forse potrebbe essere un’offesa) e apparecchia il tutto disponendolo con particolare cura e armonia, secondo un rituale tutto suo, un disordine ordinato, sembra quasi di vedere un meraviglioso quadro sul nostro tavolo, così estetico, così invitante da mangiarlo prima con gli occhi. Spazzoliamo il tutto con soddisfazione estrema, è tutto veramente squisito! Il sashimi si scioglie in bocca, anche per me che sono sempre un po’ restia a mangiarlo. (Mi fanno un po’ senso le cose swish swish).
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La signora torna per sparecchiare e pulire, nel frattempo Harry vede uno scarafaggio (si è messo a piovere ed essendo l’albergo in legno è facile che spuntino animalacci) vicino al lavandino e poco manca che si mette a urlare; io resto in ginocchio a godermi la scena, perché se mi alzo ho paura che mi si apra lo Yukata in parti basse, mentre la signora si lancia in una lotta estrema contro la blatta, con Harry dietro di lei che, bianco come un cencio, saltella schifato per tutta la stanza. Dopo lo scontro scarafaggioso, la porta della nostra stanza resta misteriosamente aperta; io e Harry ci guardiamo indecisi se andare a chiuderla o aspettare per vedere quel che accade… E aspettiamo! Tempo qualche minuto e si presenta un signore che dopo molti inchini, sposta il tavolo e ci prepara i Fouton, mentre noi guardiamo il tutto affascinati, accomodati come due signori nella loggetta. La signora nel frattempo ci porta del gelato, che ci gustiamo poco dopo, mentre fuori si sente il rumore della pioggia battente sulle finestre. Poi il sonno incombe…
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